Lingua dei segni, sottotitoli o audio: quando usare ciascuno
Non tutte le disabilità uditive o visive si risolvono allo stesso modo. Una guida pratica per scegliere il canale giusto in ogni contesto.

Sottotitoli, lingua dei segni e audiodescrizione sono strumenti diversi che rispondono a esigenze diverse. Confonderli porta a soluzioni che non risolvono: sottotitolare un video non serve a un utente cieco; aggiungere un interprete di lingua dei segni non aiuta chi ha una sordità acquisita e non segna.
Questa guida riassume quando usare ciascun canale, a quale pubblico si rivolge e quali errori comuni evitare.
Lingua dei segni
Indispensabile per le persone sorde segnanti dall’infanzia. La lingua dei segni non è la traduzione della lingua parlata: è una lingua a pieno titolo, con grammatica, sintassi e comunità proprie. In Italia la LIS (Lingua dei Segni Italiana) e la LIST (Lingua dei Segni Italiana Tattile) sono riconosciute dalla legge 21 maggio 2021, n. 69.
Si usa nei contenuti audiovisivi, nell’accoglienza in presenza, negli eventi e nei servizi pubblici essenziali. Per i video online la buona pratica è una finestra dell’interprete di dimensioni adeguate (almeno il 25% dell’area dello schermo) e uno sfondo neutro.
Sottotitoli
Utili per le persone ipoacusiche, per chi ha una sordità acquisita e negli ambienti rumorosi. La sottotitolazione per sordi (SDH) include anche i suoni rilevanti: musica, effetti, identificazione di chi parla. La norma ISO/IEC 20071-23 fissa i requisiti internazionali: massimo 37 caratteri per riga, 15 caratteri al secondo, un colore per ogni personaggio principale.
L’80% del consumo di video sui social avviene con l’audio disattivato: i sottotitoli portano un vantaggio a tutti gli utenti, non soltanto alle persone sorde.
Audio e audiodescrizione
Per le persone con disabilità visiva. L’audiodescrizione racconta ciò che accade visivamente tra i dialoghi: gesti, ambienti, azioni. È indispensabile al cinema, a teatro e in televisione. I requisiti sono fissati dalla norma ISO/IEC 20071-25.
Per la segnaletica fisica, l’audio può sostituire la lettura del testo: i codici NaviLens trasformano qualsiasi testo in audio letto con voce naturale, in 42 lingue, senza installare nulla.
Conclusione
Una buona politica di accessibilità combina i tre canali e lascia scegliere all’utente. I servizi che offrono una sola via escludono una parte del proprio pubblico, anche quando credono di averlo coperto.


